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sabato 8 agosto 2009

Locali pubblici: la selezione e il caso Ossini

La storia del conduttore di Sabato e domenica estate e Lineaverde è apparsa ieri sul corriere. Lui, sua moglie e i figli volevano entrare in un bar a prendere una bibita ma un cameriere li ha fermati, gli domandano il motivo e lui risponde che la politica del locale è quella di non far entrare i bambini. Chiedono informazioni all'albergo e gli dicono che è dovuto alla musica.

La politica di tutti i locali pubblici che fanno un qualsiasi tipo di selezione, e non un semplice contenimento, all'entrata è illegale. Se uno ha un locale aperto al pubblico deve far entrare e servire tutti, senza nesssun tipo di discriminazione, l'unica cosa che può fare è il contenimento. Pensiamo ad una discoteca affollatissima in cui sarebbe un pericolo far entrare altra gente, ma quando poi le porte riaprono, a meno che non si abbia prenotato (ovvero non si sia iscritti in una lista), sono tutti uguali: non si può vietare a qualcuno perché "al locale" non piace il suo modo di vestire o non gli piace la sua faccia, al massimo si possono fremare le persone che si ritengono "pericolose" per il locale, cioè gli ubriachi. Se vi capita di essere "rimbalzati" ingiustamente, se vi va, denunciate pure, magari ci fate qualche migliaio di euro e quel locale la smette di sentirsi patrimonio dell'umanità.

domenica 1 febbraio 2009

matrimonio gay: non solo unione omosessuale ma anche eguaglianzza tra moglie e marito

La divisione dei ruoli
Molte coppie sposate vivono il matrimonio come il modo di regolare la propria vita e assegnare a ciascuno dei due coniugi dei ruoli. La distribuzione dei ruoli è spesso uguale in ogni coppia: l'uomo lavora fuori casa e svolge poche, basilari mansioni in famiglia (spesa, cucina, accompagnare i figli a scuola, o altre) mentre la donna spesso lavora (per via delle discriminazioni reddituali molte volte ha una busta paga inferiore al marito) e svolge la maggioranza dei compiti casalinghi. Questo -voglio sottolinearlo- è quello che accade nelle maggioranza delle coppie, non in tutte. Comunque un'assegnazione diversa dei compiti è frequentemente vista, dalla coppia stessa e dalla società come un'eccezzione alle regole consuetudinarie che prescrivono un ruolo di gestore della casa alla donna (economia = gestione della casa) e uno di lavoratore/produttore di reddito all'uomo -anche se la donna storicamente ha sempre avuto mansioni lavorative: nei campi, nelle botteghe e poi nelle fabbriche-.

La vera uguaglianza fra coniugi
La possibilità per gli omosessuali di sposarsi non servirebbe solo ad eliminare il trattamento ineguale e la discriminazione basata sull'orientamento sessuale -no!- applicherebbe il principio dell'art. 29 Cost. riguardo l'eguaglianza morale e giuridica tra coniugi, rendendo l'unione matrimoniale, non un unione tra un uomo e una donna ma un unione tra due persone, sin dal principio eguali e sin dal principio senza incarico assegnato dagli usi e dalle consuetudini.